Il mare è il punto da cui tutto ha avuto inizio. Da lì ho imparato ad ascoltare, osservare. Da oltre 14 anni traccio rotte tra creatività, visione e ascolto. Non seguo tutti i viaggi, ma solo quelli che sento davvero. Ogni progetto nasce da un incontro. Dall’empatia, prima ancora che dalla strategia. Se senti che è il momento, possiamo iniziare da qui.

Melodia Tarab: “Quando il silenzio diventa musica.”

Tarab è un concetto arabo non traducibile letteralmente. Descrive un’emozione profonda, quasi estatica, che nasce dall’ascolto di una melodia capace di toccare l’anima, spesso legata alla musica araba classica e alla poesia. Dove il suono smette di essere suono e diventa presenza. Ma fuori dal contesto letterale, sento che Tarab può abitare anche altri luoghi.

Mi capita spesso di percepirla camminando in spazi antichi, in quelli che portano addosso il peso del tempo. Spazi abbondanti di silenzio, di stratificazioni, di storie non dette. È una sensazione difficile da spiegare: Camminarci dentro è come ascoltare una melodia lenta, imperfetta, ma sincera. La stessa sensazione che provo tenendo tra le mani un oggetto antico: non serve capirlo, basta sentirlo.

Forse per questo mi sento, a volte, fuori tempo. La mia camera sembra appartenere a un’altra epoca, non ha uno stile preciso, ma custodisce tracce, memorie, vissuti.

Con il passare degli anni ho notato un cambiamento netto: non mi riconosco più nei luoghi affollati e patinati, ma in quelli solitari, imperfetti, che anche se consumati, hanno ancora qualcosa da raccontare. Forse Tarab è anche questo: un segno di antichità. E credo che lo stesso valga per le persone.

Ci sono persone che suonano una melodia silenziosa, proprio come certi luoghi. Non cercano palcoscenici né clamore, eppure lasciano un’eco profonda in chi sa ascoltare. È una musica che non chiede attenzione, che si rivela a chi è disposto a fermarsi.

C’è chi suona di tramonto, chi di moka al mattino, chi di passi lenti nella natura. Il luogo affine a una persona dice molto di ciò che è. C’è chi si ritrova nella folla e chi nella solitudine. Chi sceglie la qualità del tempo e chi la quantità del nuovo. Chi scende in profondità e chi resta in superficie.

A volte non è ciò che vedi a toccarti, ma ciò che senti senza sapere il perché.

E tu, conoscevi questa parola? Qual è il tuo Tarab?

*Questo flusso ha preso anche forma visiva, osserva le immagini del suo passaggio.

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